Report dell’ingresso al CARA di Gradisca d’Isonzo – 13 luglio 2017

Delegazione composta da Elly Schlein, eurodeputata di Possibile, Leyla Vesnic, membro di Tenda per la Pace e i Diritti (referente territoriale della campagna LasciateCIEntrare), Antonina Cardella, direttrice del CARA, Antonio Spoldi, vice-prefetto aggiunto e un rappresentante della Questura di Gorizia.

 

Convenzione

Il centro è gestito dalla cooperativa Minerva di Savogna d’Isonzo (GO) dal luglio 2015, mese in cui è subentrata a Connecting People in seguito alla rescissione consensuale del contratto tra la cooperativa siciliana, vicina al collasso finanziario, e la Prefettura di Gorizia. Il cambio di gestione del centro è avvenuto tramite affidamento diretto alla cooperativa goriziana, arrivata seconda alla precedente gara d’appalto. Teoricamente Minerva avrebbe dovuto gestire il centro fino a marzo 2016, momento in cui è stato emesso il nuovo bando di gara da parte della Prefettura di Gorizia. Il bando, diverso rispetto a quelli precedenti in quanto prevedeva l’affidamento per un solo anno, è stato vinto dal raggruppamento temporaneo di imprese Senis Hospes e Domus Caritatis. Sia Minerva, arrivata seconda, che Nova Facility, arrivata terza, hanno presentato ricorso. Ad oggi, non si hanno ancora notizie a questo proprosito e la gestione del centro è ancora in mano a Minerva. L’attuale convenzione prevede un massimo di 270 posti (tra CARA e CDA) in cui non sono considerati i posti occupati dalle persone nell’ex CIE (futuro CPR).

 

Numeri

Al momento della visita sono presenti 524 persone all’interno del centro fra cui:

  • 298 casi Dublino (di cui competenza estera 1): la maggior parte delle persone che rientrano nella regolamentazione Dublino arrivano dalla Germania.
  • 41 in attesa di formalizzazione C3
  • 40 in attesa di commissione territorial
  • 35 in attesa di esito da parte della commissione
  • 52 titolari di protezione internazionale o sussidiaria
  • 1 titolare di protezione umanitaria
  • 56 denegati/ricorrenti
  • 22 titolari PSE

Non ci sono MSNA, donne e famiglie.

Provenienze

Afghanistan: 107

Pakistan: 381

Iraq: 4

Bangladesh: 1

India: 2

Iran: 1

Nigeria: 4

Costa d’Avorio: 1

Gambia: 14

Ghana: 3

Guinea: 1

Guinea Bissau: 1

Senegal: 1

Sierra Leone: 1

Somalia: 2

Permanenza

La permanenza media dei richiedenti asilo all’interno della struttura è di circa 7-8 mesi. Alcuni ragazzi ci dicono di essere lì da 14 mesi. Ci dicono che l’allungamento dei tempi si verifica in particolar modo per i casi Dublino (65%).

Il diritto di essere accolti nel CARA viene perso nel momento in cui la persona non si presenta nel centro per più di 24 ore. Inoltre, tale diritto, viene revocato per condotte ritenute scorrette come avvenuto recentemente in seguito alla rissa del 17 maggio di quest’anno, alla quale sono susseguite circa 25 espulsioni dal centro.

 

CPR – Centro per i Rimpatri

L’ex CIE di Gradisca d’Isonzo è stato individuato, all’interno del decreto Minniti-Orlando, come il Centro per i Rimpatri (CPR) per la nostra regione. La conferma della sua prossima apertura ci è stata data durante la visita dal vice-prefetto aggiunto, che ha però sottolineato l’incompatibilità delle due strutture (CPR e CARA) dietro lo stesso muro. Infatti, come noto, le autorità politiche locali hanno richiesto l’alleggerimento/chiusura del Centro di Accoglienza a favore, invece, dell’apertura del CPR. Ad oggi però, l’auspicato allegerimento non si sta realizzando, come confermano le presenze all’interno del centro. Rimangono, quindi, ancora oscure molte delle questioni legate all’apertura di questa “nuova” struttura.

 

Pocket Money

Il pocket money di 2,50 € al giorno viene trasferito alle persone mediante beni quali schede telefoniche – ricariche, biglietti dell’autobus, sigarette, chiavetta per distributore automatico. Esso viene erogato ogni 15-20 giorni, di lunedì. All’interno del centro sono presenti 3 distributori automatici nella zona dell’ex CIE e 4 nella zona del CARA, contenenti snack e, in quantità maggiore, brick di latte.

Tipologia di struttura

Come noto, fino a novembre 2013, l’intera struttura era divisa in due aree: da un lato si trovava il CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione), destinato al trattenimento/detenzione di migranti irregolari e dall’altro il C.A.R.A, Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo e il C.D.A., Centro di  Accoglienza. In seguito alle ribellioni dei detenuti, il CIE è stato chiuso e, da gennaio 2015, viene utilizzato anch’esso come centro di accoglienza per richiedenti asilo.

Le stanze vanno dagli 8 agli 11 posti letto. All’interno del centro non vi sono impianti di raffreddamento dell’aria e, viste le alte temperature, alcune persone preferiscono dormire fuori dalla stanza portandosi all’esterno i materassi. In ogni stanza ci sono 3 bagni alla turca e 3 getti d’acqua per la doccia.

Al momento della visita l’acqua dei lavandini e delle docce risulta essere calda. Ci viene detto che i tubi all’interno dei quali passa l’acqua sono esposti al sole e per tale ragione raggiungono temperature piuttosto elevate.

Servizio sanitario

All’interno del centro è presente un medico dalle 9 alle 12 e dalle 16,30 alle 19 dal lunedì al venerdì. Il personale infermieristico segue invece questo orario: dalle 9 alle 12 e dalle 18,30 alle 21,30 dal lunedì al venerdì e il sabato e la domenica nell’orario pomeridiano. In caso di bisogno fuori dagli orari coperti dal personale sanitario interno, l’ente gestore si rivolge alla guardia medica. Tutto il personale sanitario che opera all’interno del centro è dipendente della cooperativa Minerva (anche i liberi professionisti – medici).

Ricorsi

Quasi la totalità delle persone che riceve il diniego decide di presentare ricorso. I tempi per poter agire in tal senso sono stretti: la scadenza, infatti, è di 30 giorni dal momento in cui viene notificato il diniego. Tutti coloro che si trovano in questa situazione vengono seguiti da avvocati esterni. Ci viene detto che esiste una lista di avvocati alla quale i ricorrenti accedono per decidere da chi farsi seguire.

Personale

Oltre agli operatori, sono presenti 3 informatori legali, due psicologi e un’assistente sociale.

Igiene

Viene fornito un kit iniziale composto da lamette, sapone, dentifricio, spazzolino, lenzuola, coperta e biancheria intima.

Corsi

All’interno del centro sono attivi corsi dal PreA1 all’A2 gestiti da due insegnanti di italiano L2. Il CPIA fornisce sporadicamente corsi ad hoc, mentre un’altro corso è fornito da Caritas presso il Centro diurno. Attualmente all’ interno una insegnante volontaria, di madrelingua inglese, tiene un corso di lingua inglese, base e avanzato

Cibo

La mensa è situata nella zona dell’ex CIE e dispone di circa 100 posti. Chiediamo se ci sono dei problemi relativi all’esigua capienza della stanza rispetto al numero totale di persone presenti nel centro. Ci viene risposto di no e aggiungono che l’organizzazione dei turni per mangiare è autonoma. Il servizio mensa è gestito dal catering esterno GAM.

Ramadan

Chiediamo alla direttrice se ci sono stati dei cambiamenti gestionali durante il periodo del Ramadan (quest’anno iniziato venerdì 26 maggio e conclusosi sabato 24 giugno). Ci viene detto che la distribuzione dei pasti si è modificata, ritardando l’orario di chiusura della mensa a cena e consegnando la colazione in un sacchetto per permettere di consumarla prima dell’alba. La direttrice del centro afferma che l’orario di rientro durante questo periodo è passato dalle 20 alle 22. La situazione ordinaria prevede che le persone che risiedono nel centro possano uscire dalle 8 del mattino e debbano rientrare entro le 20.

 

Note aggiuntive:

Ad oggi, 8 agosto 2017, la direzione del CARA non ha ancora provveduto a risolvere il problema strutturale legato alle tubature che, essendo esposte al sole sopra i tetti, fanno raggiungere all’acqua temperature molto alte.
Numerosi richiedenti asilo che abbiamo incontrato, riportano un malessere generale legato al caldo all’interno del Centro, ma soprattutto all’impossibilità di lavarsi e rinfrescarsi a causa delle alte temperature dell’acqua.
La conseguenza di ciò è visibile a tutti in quanto, in questi giorni di grande caldo, molte persone si lavano e cercano refrigerio nelle acque del fiume Isonzo.
Ricordiamo che questo era già accaduto la scorsa estate, con l’aggravante che per tre giorni il centro era rimasto completamente senza acqua. Ed è proprio in quei giorni che Zarzai Mirwals, 35 enne afgano che viveva al CARA, ha perso la vita nell’Isonzo. Inutile sottolineare che se un alto numero di persone ricorre all’acqua del fiume per lavarsi o per cercare refrigerio, il rischio di annegamento è molto alto.
A questa segnalazione includiamo la notizia che pochi giorni fa la mensa dell’ex CIE ed una stanza destinata ai corsi di italiano sono state vuotate per far posto a numerose brandine.
Sappiamo bene la grave situazione che si è venuta a creare nel goriziano con un centinaio di richiedenti asilo lasciati fuori accoglienza in strada, ma la soluzione non può certo essere l’ulteriore sovraffollamento di un centro che è ben oltre il limite di capienza massima.

Tenda per la Pace e i Diritti